L’ayatollah depresso

C’è un detto che dal ’79 cattura la doppia morale degli iraniani. “Prima della rivoluzione si beveva in pubblico e si pregava in privato, ora preghiamo in pubblico e beviamo in privato”. Da sei mesi a questa parte le regole sono saltate. In Iran si urla quello che prima si sussurrava. I bassiji seguitano a usare i manganelli, moltiplicano le contromanifestazioni, inaugurano presidi nelle scuole, ma i contestatori non si arrendono, sovvertono le ricorrenze del regime e gridano “mercenari”. Leggi L’ayatollah “topo gigio”
27 DIC 09
Ultimo aggiornamento: 02:26 | 15 AGO 20
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